Grotta di Travertino di Scillato: cos’è il geosito delle Madonie che pochi conoscono
A Scillato, ai piedi delle Madonie, c’è una grotta che racconta una storia lunga migliaia di anni e che molti siciliani non hanno mai sentito nominare. Si chiama Grotta di Travertino ed è un geosito, cioè un luogo che conserva una testimonianza importante della storia geologica del territorio. Nei giorni scorsi è stata al centro di un convegno organizzato per la quattordicesima edizione della Settimana del Pianeta Terra, con una partecipazione ampia di cittadini, studenti, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.
Come è nata la grotta
Per capire la grotta bisogna partire dall’acqua. Scillato è conosciuto da sempre per le sue sorgenti, e sono proprio quelle acque ad avere costruito, goccia dopo goccia, la roccia della grotta. Il deposito di travertino si è formato per la precipitazione del carbonato di calcio contenuto nelle acque delle sorgenti di Scillato, ricche di bicarbonato perché attraversano e sciolgono le rocce carbonatiche delle Madonie. In parole semplici: l’acqua scende dalla montagna, si carica di minerali e, quando torna in superficie, li deposita lentamente fino a creare nuova roccia.
A studiare il sito sono state Daniela Macaluso e Giovanna Scopelliti, del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo. Le due studiose descrivono una cavità fatta soprattutto di stalattiti e stalagmiti, dove il travertino si presenta a strati sottili, con un’alternanza di lamine chiare e scure. Le loro analisi hanno mostrato che la roccia è composta quasi soltanto da calcite. La conclusione a cui arrivano è la parte più affascinante: la grotta si sarebbe formata in un ambiente di cascata, e un ruolo decisivo lo avrebbero avuto la vegetazione e i cianobatteri, microrganismi che hanno favorito il deposito del minerale. Dove oggi si cammina tra le concrezioni, un tempo l’acqua cadeva dall’alto.
Una giornata per farla conoscere
Il convegno ha riportato l’attenzione su questo patrimonio. A Scillato era presente l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Francesco Paolo Scarpinato, insieme agli altri rappresentanti istituzionali e agli ospiti che con i loro interventi hanno approfondito i temi della geologia e del patrimonio naturale del territorio.
Al termine dei lavori è arrivato anche un momento che riguarda tutto il comprensorio: ai sindaci sono stati consegnati gli attestati del riconoscimento internazionale che fa delle Madonie una nuova Blue Community italiana. Un passaggio che lega bene i due temi della giornata, perché a Scillato parlare di rocce significa parlare di acqua.
La chiusura è stata la più concreta: una visita guidata dentro la Grotta di Travertino, per vedere da vicino le sue forme e ascoltarne la storia. Per molti partecipanti è stata la prima volta.
Il messaggio che resta è semplice. Le Madonie non sono soltanto borghi, boschi e sentieri: sotto i piedi di chi le attraversa c’è un patrimonio geologico che merita di essere conosciuto, raccontato e visitato. La Grotta di Travertino ne è un esempio a portata di mano, a pochi minuti dall’autostrada, e può diventare un’occasione di cultura e di sviluppo per la comunità che la custodisce.



