ULTIM'ORA
Sabato 24 ottobre 2026
Sicilia

Maxi operazione della Guardia Costiera di Porticello a tutela dell’ambiente

oggi, 15:34 · Redazione

MAXI OPERAZIONE DELLA GUARDIA COSTIERA A TUTELA DELL’AMBIENTE: 9 I SOGGETTI DENUNCIATI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA, ESEGUITI 3 PROVVEDIMENTI DI OBBLIGO DI DIMORA E SEQUESTRATI TERRENI E FABBRICATI PER UN TOTALE DI 5000 MQ AL TERMINE DI UNA LUNGA E COMPLESSA ATTIVITA’ DI INDAGINE.

I militari della Guardia Costiera di Porticello, in collaborazione con il personale della Capitaneria di Porto di Palermo, hanno condotto, all’esito di una approfondita attività investigativa, una vasta operazione di polizia che ha portato all’accertamento di numerosi illeciti ambientali perpetrati tra i territori dei Comuni di Bagheria e Casteldaccia.
Al termine di una complessa attività di indagine – coordinata dal Sostituto Procuratore, Dott. Umberto Puiatti, della Procura della Repubblica di Termini Imerese, diretta dal Procuratore Dott. Angelo Vittorio Antonio Cavallo – sono state denunciate nove persone, con la contestuale notifica di tre provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti gravemente indiziati dei reati di gestione di discarica di rifiuti speciali e pericolosi non autorizzata e, per due di costoro, anche di combustione illecita di rifiuti; per uno di essi il Gip ha anche disposto l’obbligo di permanere in casa dalle ore 19,00 alle ore 7,00 del giorno successivo.
Come rilevato dal Gip, le indagini hanno consentito di accertare “un articolato e rudimentale sistema di gestione illecita di rifiuti e di individuare tre soggetti, nei cui confronti sono emersi gravi elementi indiziari in relazione alla commissione di plurime violazioni della normativa in materia ambientale e, in particolare, di condotte concernenti la raccolta, il trasporto, il deposito, il recupero e lo smaltimento illecito di rifiuti, anche pericolosi, nonché la realizzazione e gestione di aree destinate al deposito incontrollato dei medesimi”. Il Gip ha altresì evidenziato “la reiterazione nel tempo delle attività di gestione abusiva dei rifiuti e la destinazione di diverse aree del territorio a luoghi di deposito e accumulo degli stessi”.
Gli approfondimenti investigativi – condotti anche attraverso videoriprese, analisi del sistema di localizzazione satellitare GPS, appostamenti, pedinamenti, osservazioni notturne – hanno consentito di accertare come i principali indagati abbiano proceduto, secondo la tesi accusatoria, al sistematico smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti anche attraverso la combustione degli stessi arrecando così grave pregiudizio all’integrità dell’ambiente circostante e alla salute umana.
Nel corso dell’operazione – che ha coinvolto 50 militari e 10 mezzi della Guardia Costiera – sono stati posti sotto sequestro 4 veicoli, 3 terreni agricoli e 3 unità immobiliari, per un totale di circa 5000 mq: all’interno di tali aree è stata riscontrata la presenza di rilevanti quantitativi di materiale pericoloso, comprendente, tra gli altri, frigoriferi, carcasse di autoveicoli, parti di motore contenenti olio esausto, lastre di eternit, cavi elettrici, batterie al piombo, apparecchiature di refrigerazione domestica contenenti clorofluorocarburi, HCFC o HFC, parti di televisori e altri tipi di elettrodomestici, tutti a diretto contatto col suolo.
L’operazione rientra all’interno di una serrata e capillare attività di controllo a tutela del territorio posta in essere dai militari intervenuti nell’ambito del più ampio obiettivo strategico affidato come mission alla Guardia Costiera per il contrasto e la repressione di ogni condotta illecita che possa cagionare pregiudizio all’integrità dell’ambiente ed agli ecosistemi marini e costieri.
Si precisa che la posizione delle persone indagate rimane al vaglio dell’Autorità Giudiziaria; pertanto le stesse non possono essere considerate colpevoli sino all’eventuale pronuncia di sentenza di condanna definitiva.

Paolo Taormina, giornlista

Leggi anche