Ponte sullo Stretto aperto nel 2034: le tappe da qui all’inaugurazione
Il Ponte sullo Stretto di Messina ha una tabella di marcia precisa, e la prima scadenza è vicinissima. A indicarla è stato Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, durante un punto stampa a Villa San Giovanni: il via libera del Cipess è atteso entro ottobre, i primi cantieri entro la fine dell’anno, l’apertura al traffico nel 2034. Tre date che, messe in fila, raccontano come si passerà dalle carte ai lavori e dai lavori alle auto in transito tra Sicilia e Calabria.
La prima tappa è tutta burocratica, ma è quella da cui dipende il resto. Il Cipess è il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, l’organo che deve approvare l’istruttoria sul progetto. Secondo la società la delibera arriverà entro la fine di ottobre. Ciucci ha parlato di una previsione prudente ma realistica. Senza quel passaggio non si può muovere nulla sul territorio: è il semaforo verde che sblocca gli interventi materiali sulle due sponde.
Subito dopo tocca alla Corte dei Conti, che deve svolgere il suo controllo sulla delibera. È un esame scrupoloso, previsto dalla procedura, e la società fa sapere di avere già integrato tutte le precisazioni documentali che erano state richieste.
La terza tappa è quella che i cittadini vedranno con i propri occhi. Entro la fine dell’anno, sempre secondo quanto annunciato, apriranno i cantieri delle cosiddette opere anticipate. Chi immagina di vedere subito i piloni resterà deluso: non si parte dall’opera principale. Si parte dalla preparazione del terreno, cioè da tutto quello che serve perché i lavori veri possano poi procedere. Verranno allestiti i campi base per i lavoratori e realizzate le piste di servizio per i mezzi. Si farà la bonifica preventiva degli ordigni bellici, un’operazione necessaria in un’area che durante la guerra fu pesantemente colpita. Verranno deviati i sottoservizi, cioè le reti di tubi e cavi che passano sotto le zone interessate, e saranno potenziate le reti idriche locali. Sono lavori poco spettacolari ma indispensabili, e cambieranno il volto delle aree di cantiere in Sicilia e in Calabria già prima dell’inverno.
Da lì in avanti si aprirà la fase più lunga, quella della costruzione vera e propria, che porterà fino al traguardo fissato dal cronoprogramma generale: il 2034, anno indicato per l’apertura al traffico. La società ha ribadito che questa data resta ferma. Tra i primi cantieri e l’inaugurazione passeranno quindi circa otto anni.
Accanto alle date c’è il capitolo dei soldi. Il costo complessivo dell’opera resta confermato a 13,5 miliardi di euro. Ciucci ha assicurato che il quadro economico è stabile e che non ci sono variazioni di spesa a carico delle casse pubbliche. È un punto delicato, perché nelle grandi opere l’aumento dei costi in corso d’opera è uno dei timori più diffusi.
L’annuncio è stato accolto con favore dalla maggioranza. La senatrice della Lega Tilde Minasi ha parlato di svolta storica per la Calabria e per tutto il Mezzogiorno, sottolineando il valore di un’opera che dovrebbe portare sviluppo, occupazione e nuove infrastrutture in un territorio che aspetta risposte da decenni.
Per chi vive in Sicilia il calendario da tenere d’occhio è dunque questo: ottobre per la delibera del Cipess, le settimane successive per il controllo della Corte dei Conti, la fine dell’anno per l’apertura dei primi cantieri, il 2034 per il primo attraversamento. Le prossime settimane diranno se la prima scadenza sarà rispettata, ed è da quella che dipendono tutte le altre.



