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Sabato 24 ottobre 2026
Cefalù

Il thriller di Cefalù entra in classe: perché i professori lo consigliano agli studenti

10 ottobre · Redazione

C’è un romanzo che in queste settimane sta passando di telefono in telefono tra i banchi di scuola, e a metterlo in mano ai ragazzi sono i loro professori. Si intitola «La donna che non esisteva», lo ha scritto Mario Macaluso, è ambientato a Cefalù, e alcuni docenti lo hanno consigliato ai propri studenti invitandoli a scaricare l’edizione Kindle direttamente sui loro dispositivi. L’iniziativa è partita in alcune classi della Sicilia e in altre della Lombardia, lontane fra loro quasi quanto è lunga l’Italia, e unite dallo stesso libro.

A sceglierlo sono stati anzitutto alcuni docenti di Lettere. La ragione sta in una frase che attraversa il romanzo dall’inizio alla fine: «Non devi salvare il mondo. Devi salvare il linguaggio». Dietro la trama di un thriller, con un’app capace di leggere il respiro nei dipinti, il Ritratto che al museo di Cefalù sembra tornare vivo e una sorveglianza che stringe attorno a una scuola, c’è una storia che parla di parole. Di parole che si svuotano, di chi le controlla, di cosa succede a una persona quando non sa più distinguere una frase vera da una che lo sembra soltanto. È quello che un insegnante di italiano prova a spiegare ogni mattina, e qui lo trova raccontato dentro una vicenda che si legge d’un fiato. Conta anche questo: è un libro che trascina pure chi di solito non legge, e che ha per protagonisti una professoressa e dieci ragazzi nei quali è facile riconoscersi.

Poi sono arrivati i docenti di Religione, e la loro ragione sta in un capitolo preciso. La professoressa Francesca Finelli sale a Petralia Soprana, entra in chiesa, e il Crocifisso di fra Umile le parla. Le dice una cosa che molti lettori si portano via: «Io non ho mai smesso di parlare. È l’uomo ad aver cambiato frequenza». Il romanzo affronta così il rapporto fra i giovani e Dio oggi, senza prediche e senza formule. Racconta una voce che non se n’è mai andata e un rumore che impedisce di sentirla. E dice che quella voce parla proprio nei ragazzi che scrivono nel buio dei loro schermi e cancellano tutto prima di premere invio, nelle domande lasciate a metà, nelle frasi che nessuno fa in tempo a leggere. In classe diventa materia viva, perché ogni studente sa esattamente di cosa si sta parlando.

C’è poi un particolare che rende l’iniziativa quasi un paradosso felice. Un romanzo che racconta di telefoni che ci osservano viene letto proprio su quei telefoni. Lo strumento che di solito porta via l’attenzione, per qualche ora la restituisce. I ragazzi lo aprono sullo stesso schermo su cui scorrono tutto il resto, e stavolta si fermano.

Proprio per accompagnare questa lettura nelle scuole, in questo momento l’edizione Kindle del romanzo si può scaricare da Amazon al costo simbolico di un euro. Un prezzo pensato perché nessuno studente resti fuori.

Per l’autore è un cerchio che si chiude. Mario Macaluso insegna dal 1981 e ha dedicato il libro a tutti gli studenti che ha incontrato e che incontra ogni giorno tra i banchi. Lo ha scritto guardando loro, e adesso sono loro a leggerlo. Dalla Sicilia alla Lombardia, in aule che non si conoscono.

«La donna che non esisteva», di Mario Macaluso, è disponibile su Amazon in edizione Kindle al prezzo simbolico di un euro (https://www.amazon.it/dp/B0H24JPNXN) e in edizione cartacea (https://www.amazon.it/dp/B0H4RY2JRD).

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