Sicurezza stradale: chi guida con un tasso alcolico oltre 1,5 rischia l’arresto fino a un anno
Oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue non si parla più di una multa. Si parla di un reato, con un processo penale e una pena che prevede l’arresto da sei mesi a un anno. È la soglia più alta fissata dal Codice della strada per la guida in stato di ebbrezza, e chi la supera rischia molto più di quanto immagini la maggior parte degli automobilisti: insieme all’arresto arrivano un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, la sospensione della patente da uno a due anni e, se l’auto è di proprietà di chi guida, la confisca del veicolo. L’auto, in pratica, passa allo Stato.
Se invece il veicolo appartiene a un’altra persona, un familiare o un amico che l’ha prestato, la confisca non scatta, ma la sospensione della patente raddoppia e può arrivare a quattro anni. E per chi viene sorpreso una seconda volta nell’arco di due anni la patente non viene più sospesa: viene revocata, cioè cancellata, e per riaverla bisogna aspettare e rifare gli esami da capo.
Sono numeri che molti scoprono soltanto dopo un controllo, al termine di una cena o di una serata, quando ormai è tardi. Per questo conviene conoscerli prima.
Le tre soglie che cambiano tutto
La legge italiana non tratta tutti allo stesso modo: divide la guida in stato di ebbrezza in tre fasce, e il salto dall’una all’altra è netto.
Il limite generale è di 0,5 grammi per litro. Fino a quel valore, per la maggior parte dei conducenti, non c’è sanzione. Tra 0,5 e 0,8 si resta nel campo delle violazioni amministrative: la multa va da 543 a 2.170 euro e la patente viene sospesa da tre a sei mesi. È una sanzione pesante, ma non lascia traccia sulla fedina penale.
Tra 0,8 e 1,5 la situazione cambia natura. Qui la guida in stato di ebbrezza diventa reato: l’ammenda sale da 800 a 3.200 euro, è previsto l’arresto fino a sei mesi e la patente viene sospesa da sei mesi a un anno.
Oltre 1,5 si entra nella fascia più grave, quella dell’arresto da sei mesi a un anno, dell’ammenda fino a 6.000 euro e della sospensione fino a due anni, con la confisca dell’auto.
C’è poi un gruppo di persone per cui il limite non è 0,5 ma zero. Sono i neopatentati nei primi tre anni dal conseguimento della patente, i conducenti con meno di ventuno anni e chi guida per professione, dagli autisti di autobus ai tassisti ai camionisti. Per loro anche un solo bicchiere può bastare a far scattare la sanzione.
Le pene, inoltre, non sono fisse. Se il conducente ubriaco provoca un incidente, tutte le sanzioni vengono raddoppiate e il veicolo viene sottoposto a fermo amministrativo per centottanta giorni. Per chi guida di notte è prevista un’ulteriore aggravante sull’ammenda.
Chi rifiuta il test rischia come chi è ubriaco
C’è un punto che pochi conoscono e che spesso costa caro: rifiutarsi di soffiare nell’etilometro non mette al riparo da nulla. Al contrario. Chi dice no all’accertamento viene punito con le stesse pene previste per la fascia più alta, quella oltre 1,5: arresto da sei mesi a un anno e ammenda da 1.500 a 6.000 euro. A queste si aggiungono la sospensione della patente da sei mesi a due anni e la confisca dell’auto, sempre che appartenga a chi guida.
In altre parole, chi rifiuta il test viene trattato come se avesse il tasso alcolico più alto possibile, anche se magari aveva bevuto poco. E se lo stesso rifiuto arriva da una persona già condannata per lo stesso reato nei due anni precedenti, la patente viene revocata.
Dopo la condanna arriva l’alcolock
Con la riforma del Codice della strada entrata in vigore il 14 dicembre 2024, le conseguenze non finiscono con la restituzione della patente. Per chi è stato condannato con un tasso superiore a 0,8 sulla patente vengono annotati due codici: il primo vieta di guidare dopo aver bevuto qualsiasi quantità di alcol, il secondo impone l’alcolock.
L’alcolock è un dispositivo collegato all’accensione dell’auto. Prima di mettere in moto il conducente deve soffiare, e se l’apparecchio rileva alcol il motore non parte. L’obbligo dura almeno due anni per chi è stato condannato nella fascia tra 0,8 e 1,5 e almeno tre anni per chi ha superato 1,5. L’installazione è a carico dell’automobilista. Chi viene sorpreso a guidare in stato di ebbrezza con questi codici già sulla patente subisce sanzioni aumentate di un terzo, che raddoppiano se il dispositivo è stato manomesso.
Resta la domanda che tutti si fanno: quanto si può bere prima di guidare? Una risposta valida per tutti non esiste. Il tasso alcolico dipende dal peso, dal sesso, dall’età, da quanto e cosa si è mangiato, dal tempo trascorso dall’ultimo bicchiere e perfino dalle condizioni di salute. La stessa quantità di vino può lasciare una persona sotto il limite e portarne un’altra ben oltre. Per questo le tabelle che circolano sui bicchieri “consentiti” sono soltanto indicative e non proteggono nessuno davanti a un etilometro.
L’unico modo certo per non rischiare l’arresto, la patente e l’auto è il più semplice: chi guida non beve, e chi ha bevuto lascia le chiavi a un altro.



