5 romanzi da leggere in autunno con le prime piogge: quadri, segreti e misteri
Quando arrivano le prime piogge cambia anche il modo di leggere. Le giornate si accorciano, si resta più volentieri in casa, e viene voglia di storie lunghe, che tengano compagnia per più sere. I romanzi da leggere in autunno sono quelli che chiedono un po’ di silenzio e in cambio non ti lasciano più andare. Ne abbiamo scelti cinque, legati da un filo preciso: in ognuno c’è un’opera d’arte, un quadro o un libro, che nasconde qualcosa. E c’è qualcuno che deve scoprirlo prima che sia tardi.
La donna che non esisteva, di Mario Macaluso
Si parte da casa nostra. A Cefalù, in un piccolo museo affacciato sul mare, c’è un ritratto che sorride da cinque secoli senza dire nulla. Lo chiamano l’Ignoto, e il pensiero corre subito al capolavoro di Antonello da Messina custodito al Mandralisca. Francesca Finelli, trentadue anni, professoressa di filosofia, ha costruito con i suoi studenti un’app capace di leggere le variazioni minime nascoste nei dipinti. Doveva essere un progetto per un concorso scolastico. Poi, una mattina, lo schermo registra l’impossibile: un respiro. Quattordici atti al minuto. La tavola è calda come un corpo vivo, e nella pupilla dell’Ignoto compare la sagoma di una donna velata che nessuno aveva mai visto.
Da lì il gioco finisce. Qualcuno seguiva quel progetto da tempo, e Francesca scopre di essere finita dentro una rete che raccoglie dati in tutto il mondo. Non può batterla con la forza. Sceglie allora l’unica arma che una macchina non sa imitare: l’invenzione. In una cucina di Cefalù crea dal nulla una donna che non esiste, le dà un nome e una storia, e la usa come esca. È un thriller che mette insieme arte, sorveglianza e filosofia, con il mare e la Rocca sullo sfondo. Tra i romanzi da leggere in autunno è quello che parla più da vicino a chi vive in questo territorio.
La tavola fiamminga, di Arturo Pérez-Reverte
Madrid. Julia è una giovane restauratrice e sta lavorando su un dipinto fiammingo del Quattrocento che raffigura due uomini impegnati in una partita a scacchi, con una dama sullo sfondo. Sotto la pittura, i raggi X rivelano una scritta in latino che l’autore stesso aveva coperto: una domanda su chi abbia ucciso il cavaliere. Per rispondere bisogna giocare la partita all’indietro, mossa dopo mossa. Solo che, mentre Julia e i suoi amici ricostruiscono il delitto di cinque secoli prima, qualcuno comincia a uccidere davvero, nel presente. È un giallo elegante, costruito come un meccanismo di precisione, perfetto per chi ama gli enigmi da risolvere insieme ai personaggi.
Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde
È il padre di tutti i quadri inquietanti della letteratura. Dorian è giovane e bellissimo. Davanti al ritratto che un amico pittore gli ha appena fatto esprime un desiderio: restare così per sempre, e che sia il dipinto a invecchiare al posto suo. Viene accontentato. Gli anni passano, il suo viso resta intatto, mentre la tela chiusa in soffitta si riempie di rughe e di ogni colpa commessa. Wilde scrive un romanzo breve, tagliente, pieno di frasi che si ricordano a lungo. Si legge in pochi giorni e fa una domanda che oggi, nell’epoca dei filtri e delle immagini ritoccate, suona più attuale che mai: quanto siamo disposti a pagare per l’immagine che mostriamo agli altri?
Il cardellino, di Donna Tartt
Theo ha tredici anni quando una bomba esplode in un museo di New York, mentre lo visita con la madre. Lei muore. Lui, nella confusione, esce dalle macerie portando con sé un piccolo dipinto olandese del Seicento: un uccellino legato a una catenella. Quel quadro lo accompagnerà per tutta la vita, da New York a Las Vegas fino ad Amsterdam, come un segreto impossibile da confessare e impossibile da abbandonare. È un romanzo lungo, premiato con il Pulitzer, di quelli che riempiono un mese intero. Per chi cerca romanzi da leggere in autunno con calma, una pagina dopo l’altra mentre fuori piove, è la scelta giusta.
L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafón
Qui al posto del quadro c’è un libro, ma il mistero è lo stesso. Barcellona, 1945. Un padre porta il figlio Daniel in un luogo segreto, il Cimitero dei Libri Dimenticati, e gli chiede di sceglierne uno da proteggere per sempre. Daniel prende un romanzo di un autore sconosciuto, Julián Carax. Quando prova a cercare gli altri suoi libri, scopre che qualcuno li sta bruciando tutti, uno per uno. Zafón racconta una città di vicoli bagnati, palazzi in rovina e nebbia sul porto. Nessun altro libro ha dentro così tanta pioggia.
Cinque storie diverse per epoca e per stile, ma con lo stesso punto di partenza: un’opera che custodisce un segreto e qualcuno che non riesce a smettere di guardarla. Sono romanzi da leggere in autunno proprio per questo, perché chiedono tempo e attenzione, le due cose che le prime piogge finalmente ci restituiscono. Chi vuole cominciare da vicino può partire da Cefalù e dal sorriso dell’Ignoto. Poi, magari, tornare al museo e guardarlo con occhi diversi.