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Sabato 24 ottobre 2026
Sicilia

Il Sud più sicuro del Nord? Milano prima per reati, Enna tra le province più tranquille d’Italia

13 ottobre · Redazione

Per anni il racconto è stato sempre lo stesso: il Mezzogiorno come terra di criminalità, il Nord come area ordinata e tranquilla. I numeri del 2025 dicono qualcosa di diverso. Secondo l’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, la provincia con più reati denunciati in rapporto agli abitanti è Milano, mentre tra le zone più tranquille del Paese compaiono Enna, Potenza e Benevento. La domanda, a questo punto, è legittima: il Sud più sicuro del Nord è solo un’impressione o una realtà che i dati confermano?

La mappa delle denunce in Italia

Nel 2025 in Italia sono state presentate circa 2,36 milioni di denunce, l’1,8% in meno rispetto all’anno precedente. È la prima discesa dopo quattro anni consecutivi di aumento. Il dato più interessante, però, riguarda la distribuzione sul territorio.

Milano guida la classifica con oltre settemila denunce ogni centomila abitanti, un valore molto distante da quello della gran parte delle province italiane. Subito dopo si trovano Firenze e Roma, che pure mostrano qualche lieve segnale di miglioramento. Le grandi aree metropolitane del Centro-Nord, nel complesso, concentrano quasi la metà di tutti i delitti registrati nel Paese.

All’estremo opposto della graduatoria c’è Oristano, la provincia più sicura d’Italia. Accanto alla Sardegna, tra i territori con meno reati, ci sono tre province del Mezzogiorno: Potenza in Basilicata, Benevento in Campania ed Enna, unica provincia siciliana interamente nell’entroterra.

Il Sud più sicuro del Nord: il caso Sicilia

Il quadro siciliano rafforza l’idea di un Sud più sicuro del Nord, almeno guardando alle denunce. Otto province su nove hanno chiuso il 2025 con meno reati rispetto all’anno prima e tutte si trovano sotto i livelli del 2019, l’ultimo anno prima della pandemia.

Ragusa ha ottenuto il calo più forte d’Italia, con un meno 11,3%. Seguono Catania, scesa del 10,5%, e Palermo, con un meno 9,2%. L’unica provincia dell’isola in controtendenza è Siracusa, dove le denunce sono aumentate.

Anche le posizioni in classifica raccontano una Sicilia lontana dai primi posti. Siracusa è la più alta tra le siciliane, al 27° posto con circa 3.907 denunce ogni centomila abitanti. Palermo è 33ª con 3.594 denunce ogni centomila abitanti, quasi 43 mila in tutto. Catania è 35ª con 3.570, Trapani 62ª con 3.054. Più in basso Caltanissetta, all’84° posto, Messina al 92°, Ragusa al 98° e Agrigento al 101°. Valori che, in tutti i casi, restano lontanissimi da quelli di Milano.

Cosa cambia nei reati

Il calo nazionale si deve soprattutto ai furti, scesi sotto il milione. Diminuiscono quelli nelle case, sulle auto parcheggiate e i borseggi. Calano anche le rapine in strada e le denunce per violenza sessuale, mentre gli omicidi volontari toccano il livello più basso dal 1950, paragonabile soltanto al periodo del lockdown.

Non tutto, però, va nella stessa direzione. Le truffe e le frodi informatiche sono cresciute di quasi il 41% rispetto al 2019: un reato che non conosce confini geografici e che colpisce allo stesso modo al Nord e al Sud. In leggero aumento anche danneggiamenti, percosse ed estorsioni.

Resta poi il capitolo dei più giovani. I minorenni denunciati o arrestati sono stati quasi 39.600, il 34% in più rispetto al 2019. Una parte di questa crescita è legata alle norme più severe introdotte negli ultimi anni, ma il fenomeno resta preoccupante: quasi un autore su quattro delle rapine in strada è minorenne.

Un dato da leggere con attenzione

Parlare di un Sud più sicuro del Nord richiede comunque prudenza. Le classifiche misurano le denunce, non tutti i reati commessi: dove le persone denunciano meno, il numero può apparire più basso della realtà. Inoltre le grandi città, con milioni di pendolari e turisti ogni giorno, registrano per forza di cose più episodi rispetto ai territori meno popolati.

Detto questo, la tendenza è chiara. La Sicilia e buona parte del Mezzogiorno stanno vedendo diminuire i reati più di altre aree del Paese, e province come Ragusa, Catania e Palermo sono tra quelle che migliorano più in fretta. Un segnale che, per una volta, rovescia il vecchio stereotipo.

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