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Sabato 24 ottobre 2026
Cefalù

Codice della strada: le 5 regole che a Cefalù troppi dimenticano

16 ottobre · Redazione

Una moto che supera sulla destra, un’automobile lasciata su un posto riservato alle persone con disabilità, un incrocio occupato da chi non riesce ad andare avanti. E ancora: scooter sui marciapiedi e macchine parcheggiate in doppia, persino tripla fila. Sono i cinque comportamenti al centro delle segnalazioni che riportano l’attenzione sulla circolazione a Cefalù. Situazioni diverse, unite da una conseguenza: la comodità di qualcuno diventa un problema per tutti gli altri.

Il traffico e la difficoltà di trovare parcheggio possono mettere alla prova la pazienza. Nessuna delle due cose, però, giustifica manovre pericolose o spazi occupati senza averne diritto. Il rispetto del Codice della strada riguarda la possibilità di camminare su un marciapiede, attraversare un incrocio, accompagnare una persona con difficoltà motorie. Riguarda la vita quotidiana di chi a Cefalù abita, lavora o arriva per trascorrere qualche giorno.

1. Le moto che sorpassano a destra

La prima segnalazione riguarda motocicli e scooter che superano le automobili sulla destra, nelle strade cittadine e persino sulla statale. Infilarsi tra un veicolo e il margine della carreggiata può creare una situazione pericolosa: basta un restringimento, un ostacolo o una manovra per ridurre improvvisamente lo spazio disponibile.

La regola generale dell’articolo 148 prevede che il sorpasso avvenga a sinistra. Esistono eccezioni precise, come il caso del veicolo davanti che abbia segnalato e iniziato la svolta a sinistra. Guidare una moto, però, non autorizza a sorpassare sulla destra ogni volta che sembra esserci spazio sufficiente.

C’è poi il problema delle responsabilità quando avviene un incidente. Dire che l’automobilista ha “stretto” il motociclo non basta a ricostruire ciò che è successo. Occorre accertare posizione dei mezzi, spostamenti e manovre di entrambi. La prudenza è richiesta a tutti, ma nessuno può considerare automaticamente legittimo il proprio comportamento soltanto perché viaggia su due ruote.

2. I posti riservati alle persone con disabilità usati senza diritto

La seconda questione riguarda gli stalli riservati alle persone con disabilità. Occuparli abusivamente significa sottrarre uno spazio a chi può averne bisogno per raggiungere un ambulatorio, un negozio, un’abitazione o un servizio essenziale. Per qualcuno, trovare quel posto disponibile può fare la differenza tra uscire di casa e dover rinunciare.

Il contrassegno è personale e può essere utilizzato sui veicoli effettivamente al servizio del titolare. Non è un permesso da prestare a familiari o conoscenti per consentire loro di parcheggiare più comodamente. Va però chiarito un punto: trovare un’auto parcheggiata senza nessuno a bordo non dimostra un abuso. La persona con disabilità può essere scesa e trovarsi nel luogo che doveva raggiungere.

Tra le situazioni segnalate figurano vetture che resterebbero negli stalli per giorni, con il sospetto di un utilizzo improprio a vantaggio di chi soggiorna in città. Sono circostanze da verificare: la durata della sosta, da sola, non dimostra l’irregolarità. Quando però il diritto manca, quel parcheggio viene sottratto a chi ne ha necessità. Essere residenti o turisti non cambia la gravità del comportamento.

3. Entrare negli incroci senza poterli liberare

La terza regola è semplice: prima di entrare in un incrocio bisogna valutare se sarà possibile uscirne. Nelle situazioni segnalate a Cefalù accadrebbe invece il contrario: le auto avanzano anche quando davanti la fila è ferma, finiscono al centro dell’intersezione e impediscono il passaggio ai veicoli provenienti dalle altre direzioni.

L’articolo 145, comma 7, vieta di impegnare l’intersezione quando non si può proseguire e liberare rapidamente l’area di manovra. Avere la precedenza non autorizza quindi a occupare un incrocio destinato a rimanere bloccato.

Il risultato è facile da immaginare: chi poteva attraversare deve fermarsi, la coda si allunga e il blocco si estende alle strade vicine. Il tentativo di guadagnare pochi metri finisce per far perdere tempo a molte persone. Fermarsi prima dell’incrocio, lasciando libero il passaggio, è un comportamento concreto che aiuta la circolazione soprattutto nei momenti di maggiore congestione.

4. Scooter e motocicli parcheggiati sui marciapiedi

Un marciapiede occupato da una moto costringe chi cammina a cambiare percorso. Per una persona giovane può sembrare un piccolo fastidio. Per chi utilizza una carrozzina, un deambulatore o accompagna un passeggino può diventare un ostacolo impossibile da superare senza scendere sulla carreggiata.

L’articolo 158 vieta fermata e sosta sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione. Il divieto riguarda anche scooter e motocicli: le dimensioni ridotte non rendono automaticamente consentito il parcheggio.

Nelle segnalazioni su Cefalù compare proprio questa occupazione degli spazi pedonali. Il problema non è soltanto quanto posto rimane accanto al mezzo. Contano anche la possibilità di raggiungere uno scivolo, accedere a un portone e procedere senza incontrare manubri o parti sporgenti. Chi parcheggia dovrebbe valutare il percorso dal punto di vista della persona che dovrà attraversarlo, comprese quelle con maggiori difficoltà.

5. Le automobili in doppia e tripla fila

La quinta situazione riguarda le auto lasciate in doppia e tripla fila. Un acquisto veloce, una commissione, una conversazione: il motivo può cambiare, mentre le conseguenze ricadono su chi deve passare o uscire da un parcheggio. Una carreggiata ristretta può rendere difficile anche il transito dei mezzi più ingombranti.

L’articolo 158 vieta la sosta delle automobili in seconda fila e quella che impedisce lo spostamento dei veicoli regolarmente parcheggiati. Lasciare un recapito telefonico o accendere le quattro frecce non rende lecita una sosta vietata.

Su questi cinque comportamenti Cefalù ha bisogno di attenzione e controlli mirati, capaci di verificare gli abusi e intervenire dove si creano pericoli e ostacoli. Ma serve anche una scelta quotidiana di responsabilità. Cercare un parcheggio regolare, aspettare prima di un incrocio e rinunciare a un sorpasso rischioso sono gesti alla portata di ogni conducente. Da questi gesti dipende una parte importante della sicurezza e della vivibilità della città.

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