Cefalù, la 5ª A si ritrova trent’anni dopo: un appello riaccende i ricordi di una vita
Una volta bastava darsi appuntamento al mattino, prima di andare a scuola. Ci si aspettava e si faceva strada insieme, parlando del compito da affrontare o dell’interrogazione che si sperava di evitare. Per ritrovarsi trent’anni dopo è servito più tempo: conciliare il lavoro, gli impegni familiari e le distanze di chi oggi vive lontano da Cefalù. Alla fine sono arrivati quasi tutti. E quando la professoressa Cassataro ha cominciato a chiamare l’appello, la 5ª A del commerciale dell’Istituto Jacopo del Duca ha ritrovato una voce familiare.
Si erano diplomati nel 1996. Da allora non avevano mai perso i contatti: avevano seguito la crescita degli altri, i percorsi professionali, la nascita delle famiglie e i cambiamenti della vita. Ma incontrarsi quasi tutti insieme, con alcuni dei loro insegnanti, ha avuto un significato particolare. Ha dato a ciascuno il tempo di guardare gli altri e riconoscere, nelle persone di oggi, i compagni con i quali aveva condiviso cinque anni di scuola.
L’appuntamento è stato al Casale Drinzi, a Collesano. Presenti i professori Antista, Barreca, Cassataro, Maggio e Macaluso, invitati dagli ex studenti per una cena che è diventata un’occasione per ricordare, sorridere e ringraziare.
L’appello della professoressa Cassataro
La serata è cominciata con un gesto che tutti conoscevano bene. La professoressa Cassataro ha chiamato l’appello, scandendo i nomi rigorosamente in ordine alfabetico:
Carlo Bartolone, Giuseppe Bianca, Angelo Castagna, Agostino Castiglia, Irene D’Agostaro, Maria Elisa D’Anna, Elena Di Fatta, Domenica Di Maggio, Rosalia Di Maggio, Antonino Di Martino, Giuseppe Di Vincenzo, Angela Fatta, Rosario Giardina, Donatella Girasia, Domenico Laplena, Marco Laplena, Rosa Matassa, Alessio Musotto, Antonella Musotto, Rodolfo Novi, Laura Maria Pruiti, Alberto Salemi, Nestore Santini, Annalisa Scirpo, Mariadomenica Signorello, Luca Valenziano e Carmela Villanti.
Ventisette nomi, una classe intera nella memoria. A rispondere «presente» sono stati quanti erano riusciti a partecipare. Qualcuno non ha potuto raggiungere gli altri, trattenuto dagli impegni o dalla distanza, ma anche il suo nome ha trovato posto nell’appello e nei ricordi.
Sentirsi chiamare ancora dalla professoressa ha riportato gli ex studenti a una consuetudine di allora. Nel frattempo sono diventati adulti, hanno assunto responsabilità e costruito la propria vita. Molti hanno una famiglia; alcuni hanno figli che frequentano proprio la scuola dei genitori. Eppure quella parola, «presente», era rimasta la stessa.
Le mattine insieme e la scuola marinata
Dopo l’appello sono arrivati i racconti. Le mattine in cui ci si dava appuntamento per raggiungere la scuola, i discorsi prima di entrare, le preoccupazioni per una materia. Momenti che allora facevano parte della normalità e che oggi raccontano quanto tempo si trascorresse insieme.
Sono tornate anche le volte in cui si marinavano le lezioni per evitare un compito o un’interrogazione. Episodi vissuti con le inquietudini di quell’età, diventati nel tempo ricordi da raccontare sorridendo, questa volta anche davanti ai professori.
Alcuni voti e certe interrogazioni sono rimasti vere e proprie leggende della 5ª A. Durante la cena sono stati ricordati ancora, fra risate e confronti con gli insegnanti. Un episodio ne richiamava un altro e il racconto passava fra persone che ne avevano conservato particolari diversi.
Ritrovarsi ha significato anche questo: scoprire quanto della propria esperienza fosse rimasto nella memoria degli altri. Ricordare insieme ha restituito spazio a giornate che, quando venivano vissute, sembravano soltanto una delle tante mattine di scuola.
Praga, il viaggio di quinto anno
Fra i ricordi condivisi c’è stato il viaggio di quinto anno a Praga. Un’esperienza rimasta legata all’ultima parte del percorso scolastico, quando il diploma era ormai vicino ma c’erano ancora giornate da vivere come classe.
Lontano dalle aule, stare insieme assumeva un ritmo diverso. Il viaggio permetteva di conoscere i compagni fuori dalle lezioni e dalle interrogazioni, condividendo un’esperienza che sarebbe rimasta nella storia del gruppo.
Rievocare Praga trent’anni dopo ha riportato alla memoria quel momento della giovinezza: la scuola stava per finire e le strade di ciascuno dovevano ancora prendere direzioni diverse. Guardarsi oggi, ricordando quel viaggio, ha reso più evidente quanto fosse accaduto nel frattempo.
I contatti mantenuti negli anni hanno permesso di accompagnare quei cambiamenti. La rimpatriata ha offerto l’occasione per fermarsi e ripensarci insieme.
L’attesa dei risultati e la maturità del 1996
Nei racconti hanno trovato posto anche i giorni dell’attesa dei risultati finali. Alla fine di ogni anno scolastico, sapere di essere promossi significava cominciare le vacanze con sollievo. Essere rimandati voleva dire portare nell’estate i libri e la preoccupazione degli esami di settembre.
La loro classe attraversò anche il cambiamento del 1995, al termine del quarto anno: l’abolizione degli esami di riparazione e il passaggio al recupero delle lacune, nella stagione dei debiti formativi. Un cambiamento della scuola che entrò nella loro esperienza di studenti.
Poi arrivarono i giorni della maturità del 1996. Le prove concludevano cinque anni trascorsi insieme e aprivano una fase nuova. Con il diploma sarebbe venuta meno l’abitudine di incontrarsi ogni mattina, di sapere dove trovare i compagni e di condividere con loro buona parte della giornata.
Trent’anni dopo, quei giorni sono tornati nei racconti di persone che hanno seguito percorsi differenti e hanno conservato il desiderio di ritrovarsi.
Le fotografie di allora e il grazie ai professori
Durante la serata è stato proiettato un filmato preparato dagli ex studenti, con le fotografie più belle e significative degli anni scolastici. Sullo schermo sono riapparsi i volti di allora, mentre a guardarli c’erano le persone diventate adulte.
Quelle immagini hanno accompagnato i ricordi e dato una forma visibile al tempo trascorso. Rivedersi nelle fotografie, seduti accanto agli stessi compagni dopo trent’anni, ha aggiunto emozione a una serata attesa e organizzata con cura.
La cena, offerta dagli ex alunni ai loro insegnanti, è stata anche un modo per esprimere gratitudine. Ai professori presenti sono stati consegnati diplomi ricordo. Non sono mancati i pensieri rivolti ai docenti che non hanno potuto partecipare, rimasti anch’essi parte della storia della classe.
Un momento particolare è stato quello della consegna dei diplomi ricordo ai docenti: attestati che richiamavano gli anni trascorsi a scuola e i momenti più caratteristici vissuti con la classe. Un modo affettuoso per dire grazie, riportando alla memoria episodi che ancora oggi fanno sorridere ed emozionare. A chiudere la serata è stato il taglio della torta, dedicato agli anni trascorsi insieme e al legame che, a trent’anni dal diploma, ha riunito ancora studenti e insegnanti.
A conclusione sono arrivate le fotografie della rimpatriata, da conservare accanto a quelle della scuola e del viaggio a Praga. Qualcuno mancava, ma quasi tutti erano riusciti a esserci, trovando spazio fra lavoro, famiglia e distanze.
Una volta si aspettavano al mattino per andare a scuola. Questa volta hanno impiegato un po’ di più per trovare l’appuntamento giusto. Quando si sono ritrovati, avevano trent’anni di vita da raccontarsi e tanti ricordi dai quali ricominciare.








