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Sabato 24 ottobre 2026
Società

Benzina e diesel, Eni, Ip e Q8 fissano un tetto ai prezzi: quanto risparmi a pieno da oggi

2 ottobre · Redazione

Da ieri, primo ottobre, fare il pieno costa meno in circa metà dei distributori italiani. Dopo Eni e Ip, anche Q8 ha deciso di mettere un tetto ai prezzi di benzina e gasolio per trenta giorni. È la risposta delle compagnie petrolifere al caro carburanti scatenato dalla crisi in Medio Oriente, che nelle ultime settimane aveva spinto la benzina sopra i 2,10 euro al litro e il gasolio verso i 2,40.

Il meccanismo è semplice: nelle stazioni che aderiscono, il prezzo esposto non può superare un limite fissato dalla compagnia, qualunque cosa succeda sui mercati internazionali. Eni è stata la prima a muoversi, da lunedì 28 settembre, con un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il diesel su tutta la rete Enilive, autostrade comprese. Si tratta di circa 17 centesimi in meno rispetto ai prezzi medi del momento dell’annuncio. Ip, controllata dal gruppo azero Socar, ha adottato le stesse cifre ma le sta estendendo gradualmente ai propri impianti. Q8 ha scelto un approccio che definisce modulare, senza un prezzo massimo unico nazionale, ma nei primi impianti rilevati stamattina i valori sono allineati a quelli di Eni, intorno a 1,99 e 2,19 euro.

Il risultato si vede già sulle medie nazionali. Questa mattina la benzina self service costava in media 2,084 euro al litro, in calo di quasi tre centesimi in un giorno, e il gasolio 2,285 euro, in discesa di oltre tre centesimi. In autostrada il diesel ha perso quasi otto centesimi in due giorni.

Quanto si risparmia davvero

Il conto si fa in fretta. Con un serbatoio da 50 litri di benzina, passare da una stazione a 2,13 euro a una con il tetto di 1,99 significa risparmiare 7 euro a pieno. Per il gasolio il vantaggio è ancora più netto: con un prezzo medio che fino a pochi giorni fa viaggiava intorno a 2,37 euro, il tetto di 2,19 fa risparmiare circa 9 euro ogni 50 litri. Chi fa due pieni al mese mette da parte tra i 14 e i 18 euro, che diventano molto di più per chi macina chilometri ogni giorno per lavoro.

Il confronto migliore però non è con le medie nazionali, ma con il distributore accanto. Perché proprio l’effetto del tetto sta creando un divario importante tra le stazioni che lo applicano e quelle che non lo applicano: pompe bianche e marchi minori, che spesso erano più convenienti, oggi in molti casi risultano più cari dei tre grandi marchi.

Dove si trova il tetto

Non tutte le stazioni di una compagnia applicano il limite nello stesso momento. Nel caso di Eni la copertura è quasi totale: oltre il 90 per cento dei circa 3.900 impianti ha già adeguato i listini. Per Ip i punti vendita aderenti erano circa 850 al 30 settembre, con l’obiettivo di arrivare rapidamente a 2.000. Q8 conta circa 2.900 distributori e il tetto parte da oggi. In tutto si arriva a circa 7.700 stazioni sulle quasi 22.000 presenti in Italia, e nelle ultime ore anche Tamoil e Staroil hanno annunciato misure per contenere i prezzi.

Per sapere se un impianto aderisce basta guardare il tabellone: se la benzina è a 1,99 o il gasolio a 2,19, il tetto è attivo. In alternativa si può consultare l’Osservaprezzi del ministero delle Imprese, che riporta i prezzi comunicati da ogni singolo distributore.

Quanto dura

Il tetto di Eni e di Q8 vale trenta giorni, quindi fino alla fine di ottobre. Ip non ha indicato una scadenza precisa. Nel frattempo, dal 6 ottobre parte anche il meccanismo statale delle accise mobili sul gasolio, che riduce la tassa quando il prezzo del petrolio sale oltre certe soglie. Cosa succederà a novembre dipenderà dall’andamento del greggio e dalle decisioni delle compagnie, ma per il momento chi guida ha un mese per approfittare della tregua.

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