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Il Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen: i neutrini del cosmo osservati tra i ghiacci del Polo Sud

7 ottobre · Redazione

Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato a Francis Halzen per i contributi decisivi alla realizzazione dell’Osservatorio IceCube e per la scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica.

La Royal Swedish Academy of Sciences ha conferito il Premio Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen, scienziato belga, professore presso la University of Wisconsin–Madison, riconoscendo il ruolo determinante della sua visione scientifica nella realizzazione dell’IceCube Neutrino Observatory, il grande osservatorio costruito nei ghiacci del Polo Sud.

L’intuizione di Halzen risale al 1988, quando lo scienziato propose di utilizzare l’immensa distesa di ghiaccio antartico come strumento per individuare i neutrini, particelle elementari elusive che attraversano continuamente l’Universo, la Terra e persino il corpo umano senza produrre effetti percepibili.

La loro osservazione è possibile soltanto in circostanze estremamente rare: quando un neutrino interagisce con il nucleo di un atomo può generare un minuscolo lampo di luce. È proprio questo segnale che i sensori collocati nel ghiaccio possono rilevare e registrare.

L’Antartide offre condizioni particolarmente favorevoli a questo tipo di ricerca. Il ghiaccio profondo del Polo Sud è relativamente libero da interferenze e l’area presenta una notevole stabilità geologica. Su questa intuizione si è sviluppato, nel corso degli anni, un progetto scientifico internazionale di straordinaria complessità.

L’IceCube Neutrino Observatory occupa un volume di circa un chilometro cubo di ghiaccio ed è dotato di una vasta rete di sensori ottici. La costruzione dell’osservatorio è stata completata nel 2011. Gli strumenti hanno consentito di individuare dapprima neutrini ad alta energia e, successivamente, particelle la cui origine è stata ricondotta a regioni estremamente lontane del cosmo, ben oltre il Sistema solare.

Si è così aperta una nuova prospettiva nell’osservazione dell’Universo.

I neutrini ad altissima energia sono infatti prodotti negli stessi ambienti cosmici nei quali vengono accelerati altri tipi di particelle. Ma, a differenza di queste ultime, possono viaggiare per enormi distanze senza essere deviati e senza perdere significativamente la propria energia. Per questo costituiscono una sorta di messaggeri cosmici, capaci di portare fino alla Terra informazioni sulle regioni più estreme e violente dell’Universo.

La loro osservazione permette dunque di indagare fenomeni che non potrebbero essere studiati attraverso altri strumenti con la stessa efficacia, offrendo agli scienziati nuove informazioni sui giganteschi acceleratori naturali di particelle presenti nel cosmo e sui processi fisici che si verificano al loro interno.

La rarità di questi eventi rende necessaria un’enorme quantità di materiale attraverso cui intercettarli. È questa la ragione della straordinaria estensione dell’IceCube: un intero chilometro cubo di ghiaccio trasformato in un gigantesco rivelatore di particelle.

Il riconoscimento dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze premia così non soltanto una scoperta, ma una concezione scientifica capace di trasformare un ambiente naturale estremo in un osservatorio di dimensioni planetarie.

«Francis Halzen ha guidato un’équipe internazionale di ricercatori e ingegneri che ci ha fornito uno strumento straordinario. La sua tenacia e la sua visione scientifica hanno aperto la strada a un nuovo tipo di astronomia», ha sottolineato Mark Pearce, presidente del Comitato Nobel per la Fisica.

Il flusso continuo di neutrini registrato da IceCube potrà offrire ulteriori conoscenze sulle condizioni estremamente energetiche nelle quali queste particelle vengono generate e potrebbe condurre all’identificazione di fenomeni cosmici finora sconosciuti.

Il Nobel a Francis Halzen consacra dunque una nuova frontiera della ricerca: quella di un’astronomia capace di osservare l’Universo non soltanto attraverso la luce, ma anche attraverso le particelle che lo attraversano, conservando nella loro traiettoria la memoria dei luoghi più remoti e violenti da cui provengono.

Francis Halzen, nato nel 1944 a Tienen, in Belgio, ha conseguito il dottorato nel 1969 presso la KU Leuven e insegna alla University of Wisconsin–Madison negli Stati Uniti.

Il Premio Nobel per la Fisica 2026 ammonta a 12 milioni di corone svedesi.

Royal Swedish Academy of Sciences – 6 ottobre 2026.

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